About Me

Paolo Aliverti

Mi chiamo Paolo Aliverti ed il 15 luglio del 1983 chiesi, per il mio decimo compleanno, un saldatore elettrico. Ricevetti un ERSA da 25 watt, acquistato da Gigi della GBC di Saronno. Mi arrivò in un scatoletta di cartone grigia e blu con foto di operai tedeschi che saldavano televisori. Già da alcuni anni ero attratto da ogni aggeggio elettronico che prontamente smontavo per capire come funzionasse. Mi studiavo quelle piastre verdi colme di cilindretti colorati chiedendomi cosa fossero e come potessero funzionare. Mi sarebbe tanto piaciuto capire e provare anch’io a costruire delle simili meraviglie ma a 10 anni e senza Google era molto difficile.

Nel 1999 la passione di un bimbetto si è trasformata in una laurea in ingegneria delle telecomunicazioni con il professor Andrea Bonarini – è il professore che tutti vorrebbero! Garantito! Ho trafficato con robottini e sistemi di visione. Il boom delle dot-com unito ad un mutuo mi ha spinto a dedicarmi al software e alla gestione dei progetti. Da qualche anno a questa parte sono tornato alle origini. Ho rispolverato il laboratorio elettronico e l’ho riempito di strumenti che a 10 anni non mi sarei neppure sognato.

Nel 2011 ho fondato Frankenstein Garage per supportare il progetto Fablab Milano di cui sono uno dei co-fondatori. Presso Frankenstein Garage mi sono occupato della progettazione, degli aspetti tecnici, dell’organizzazione e pianificazione. Il tutto cercando di applicare e sperimentare nuovi principi di business e marketing. A ottobre del 2013 ho lasciato Frankenstein Garage. Nel 2013 ho scritto “Il manuale del maker” – ed. FAG.

Nel 2014 ho passato la gestione del fablab alla Fondazione Mike. Da allora collaboro sporadicamente con FabLab Milano come docente o consulente. A gennaio 2015 ho aperto la fabb srl che si occupa di tecnologie 3D, in particolare di sistemi di visualizzazione 3D e ologrammi.

Mi ritengo aspirante imprenditore, maker e artigiano digitale.

Organizzo workshop su elettronica, stampa 3D, Internet degli oggetti. Scrivo libri, articoli tecnici e collaboro con alcune riviste. Spesso partecipo a conferenze ed eventi raccontando con parole semplici come sia facile tornare a costruire oggetti. Nel poco tempo libero che mi resta rischio la vita sulle montagne.