Il giorno in cui anche mia zia stamperà in 3D… previsioni sul mondo della stampa in 3D

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Nel 2006 acquistai un libro dal titolo FAB, scritto da Neil Gershenfeld, professore del MIT. Nel libro il professore raccontava della sua esperienza nel creare un corso per costruire (quasi) ogni cosa e del laboratorio utilizzato dagli studenti. Il laboratorio era il primo fablab, popolato da macchine incredibili, tra cui una stampante 3D. A quei tempi, la parola «stampa 3D» non mi diceva molto e il concetto era anche difficile da afferrare, tanto la cosa era futuristica.

Agli inizi del 2011 anche in Italia arrivano i FabLab e la stampa 3D e io ebbi modo di conoscere e collaborare con Andrea Radaelli e la Sharebot, toccando con mano una delle prime stampanti 3D nate in Italia. Per me che ormai “sono del settore”, la stampa 3D non è più una novità, anzi, quasi sbuffo quando leggo l’ennesimo tweet o la campagna su kickstarter che pubblicizza un nuovo modello di stampanti low cost. Attualmente ci sono più di 400 produttori di stampanti di fascia bassa (consumer) e una quarantina di produttori di macchine professionali.

Come evolverà il mondo della stampa 3D? cosa accadrà nei prossimi anni?

Queste domande me le pongo ogni giorno, cercando di imparare a fare l’imprenditore e di guardare un po’ oltre alla siepe. Le stesse domande se le è poste anche Gartner, un’importante agenzia americana che si occupa di investigare sulle tecnologie e di fare previsioni. La riceca di Gartner è uscita a giugno e dice, che, nonostante molti di noi mangino pane e stampanti tutti i giorni, l’adozione di massa della tecnologia avverrà tra cinque o dieci anni. Il che vuole dire che avremo una stampante in ogni casa o quasi e che anche nostra zia sarà in grado di stampare qualsiasi cosa, scegliendo un oggetto dal suo tablet e premendo un tasto… o semplicemente sussurrando il nome dell’oggetto.
Ci vorrà un po’ di tempo perché la questione è ancora complessa. Attualmente la stampa 3D richiede un insieme di conoscenze non banali: materiali, disegno in 3D, manutenzione delle macchine, meccanica, elettronica, l’uso della macchina stessa e la gestione del tool-chain di stampa!
Non credo che la mia zietta sia ancora in grado di gestire tutto ciò 😉

Molti temono che le stampanti possano sostituire la produzione di massa. Attualmente però, e credo anche per i prossimi anni, le stampanti non potranno competere con le tecnologie di produzione tradizionale, come per esempio quelle per stampa a iniezione. Le stampanti intervengono e offrono la loro potenzialità quando è necessario inserire soluzioni personalizzate. Già oggi molti brand stanno sperimentando con produzioni flessibili, in cui i clienti possono intervenire, personalizzando totalmente (per quanto possibile) i prodotti. In futuro la la produzione potrebbe avvenire direttamente sulla scrivania del cliente e funzionerebbe quasi come un teletrasporto. Un’altra applicazione interessante riguarda l’approvigionamento e la distribuzione di parti di ricambio. quando le tecnologie di stampa saranno mature, si potrà ricreare ogni parte di ricambio, su richiesta senza necessità di mantenere dei magazzini sconfinati.

Cosa se ne fanno delle tecnologie additive, le aziende?

Sempre secondo Gartner, attualmente, l’impiego principale è per realizzare prototipi, per fare ricerca e per testare idee e concetti. Sono rarissimi i casi di aziende che prducono con la tecnologia di stampa. Uno dei pochi esempi è italiano: .exnovo è un’impresa che dal 2010 crea, progetta e realizza piccole produzioni con la tecnologia di stampa 3D. Collabora con designer, artisti e artigiani.

Per quello che riguarda le persone comuni, attualmente solo maker, designer e hobbisti sono a conoscenza del fenomeno e da un’indagine on-line di Make Magazine risulta che circa il 50% dei maker statunitensi ne possiede una. Sempre più persone desidereranno poter aver accesso a una stampante. Artigiani, professionisti e persone comuni potrebbero averne una sul loro banco di lavoro e usarla per effettuare riparazioni e progetti di bricolage, al pari di trapani, seghe e seghetti.

Non credo che nel futuro avverrà «rivoluzione» della produzione. Non siamo più abituati alle rivoluzioni, piuttosto ci saranno molte novità e tante possibilità. Ci sarà la possibilità di creare nuovi business e si apriranno nuovi scenari impensabili fino a pochi anni fa.

2 thoughts on “Il giorno in cui anche mia zia stamperà in 3D… previsioni sul mondo della stampa in 3D

  1. Mi è stato utile questo articolo, specie perché venerdì 6 marzo vado alla fiera di Milano al 3DPrintHUB. Devo schiarirmi un po’ le idee.
    Sono dell’idea che quando una tecnologia viene discussa al telegiornale, o rubriche del week-end, quella tecnologia è già obsoleta, almeno per il mercato. Investire nella stampa 3D ORA, questa è la mia domanda e nasce dalla necessità di specializzarmi perché … da grafico quale sono non è che il lavoro abbondi adesso… Da due anni mi sto specializzando in CINEMA 4D, sono arrivato ad un ottimo livello tutto da solo, ma è ancora difficile trovare architetti e designer che capiscano le potenzialità del 3D (quello fatto BENE ovvio, non come i render del parco biodiversità alla fiera di Milano 2015 postati su facebook).
    LINK http://www.greenbiz.it/eventi-e-formazione/expo-2015/12758-parco-biodiversita-expo-2015.

    • Ciao Piero. Grazie per la visita. In effetti siamo nel momento più fortunato per la stampa 3D “consumer”, dove si pensa che tutto si possa fare con queste macchinette. Presto arriverà la disillusione e molti capiranno le vere potenzialità. Credo che per arrivare alla stabilità del mercato servano circa cinque anni. Se sai lavorare in 3D, credo che valga la pena di investire nel mondo dei videogiochi e della pubblicità. I videogiochi hanno fatturati superiori a quelli del cinema e la pubblicità è tutta “virtuale” (ho saputo che anche la “gallina di Banderas”, nella popolare pubblicità dei biscotti, non è reale ma è stata creata al computer!). Ho visto i render del tuo link e concordo sulla scarsa qualità, forse dovuta alla fretta. Forse, se puoi, dovresti guardare un po’ più lontano, dove i talenti sono veramente apprezzati.
      Paolo.

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