Riparazione Tacheometro Niva

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Il mio amico Andrea possiede un fuoristrada della Niva. Un’autovettura come non se ne fanno più: costruzione sovietica, tutta in metallo, altro che plasticoni! Meccaniche e circuiti semplici, essenziali e funzionali. Ecco che però la Niva di Andrea ha il contagiri (tacheometro) rotto. Appena acceso il motore la lancetta dello strumento va a fondoscala e da lì non si muove più.

Come funziona il contagiri della Niva? Cercando qualche informazione su Internet abbiamo trovato alcuni schemi elettrici simili a quello di Andrea. Dal motore arrivano due impulsi elettrici per ogni giro dell’albero motore. Più l’albero gira veloce e maggiore sarà la frequenza degli impulsi elettrici.Questi segnali raggiungono la scheda del contagiri che li filtra, li limita e converte il segnale (un’onda quadra) in una corrente adatta a pilotare uno strumento a lancetta (un milliamperometro). La scheda converte la frequenza del segnale all’ingresso in livello, in uscita, proporzionale alla frequenza. A dire il vero non esce un segnale costante, ma una curva addolcita il cui valore medio è proporzionale alla frequenza… una specie di pinna di squalo, che combinata all’inerzia meccanica dello strumento, fa si che la lancetta sia stabile e precisa. La conversione è effettuata da un chip molto famoso: il 555.

 

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La scheda ha quasi vent’anni. Andrea l’ha smontata e me l’ha fatta avere. Per prima cosa ho osservato con attenzione la scheda, cercando qualche indizio, come un componente annerito o rigonfio, tracce di bruciature o scariche elettriche o saldature saltate. Niente, la scheda era perfetta. Ho verificato allora i condensatori elettrolitici, perché sono componenti delicati che tendono a deteriorarsi nel tempo. Infatti, ne ho trovato uno danneggaito e l’ho sostituito pensando che fosse lui la causa del guasto. Non era così. Andrea mi riconsegna la scheda… riproviamoci! Questa volta passo al setaccio tutti componenti. I resistori sembrano tutti in buono stato. Per scrupolo li misuro tutti e in effetti sono tutti sani. Nessuo presenta segni di danneggiamenti. Anche i diodi sono sani, così come gli altri condensatori. Restano solo da controllare un misterioso transistor – di cui non si legge nessuna sigla -, il 555 e uno strano componente che risulta poi essere un termistore.

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Metto la scheda in test. La alimento con un alimentatore da banco a 12V e collego all’ingresso il generatore di segnali. Sparo all’ingresso del 555 un’onda quadra a 10Hz. Collego l’oscilloscopio ai terminali di uscita e rilevo un debole segnale, molto simile al segnale all’ingresso. Eppure la configuraizone del 555 dovrebbe generare dei segnali a dente di sega. Ho già usato questo tipo di circuito come generatore low-cost per un segnale PWM. Qualcosa non torna.
Sostituisco il 555. A dire il vero il mio amico Francesco Ranucci, aveva subito ipotizzato che fosse lui il colpevole. Dissaldo il chip, saldo un zoccolino alla scheda e vi infilo un nuovo chip. Ricollego la scehda all’alimentatore e al generatore di segnali. Collego il voltmetro ICE a lancetta… ed ecco che la lancetta si sposta dolcemente quando aumento la frequenza del generatore di segnali! L’oscilloscopio conferma… in uscita appare una bella serie di “pinne di squalo”.

Consegno la scheda riparata ad Andrea, che ora potrà scorrazzare felice sulle strade impervie delle prealpi lombarde!

Missione compiuta!

PS: ovviamente la scheda del contagiri è irreperibile come ricambio!

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